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INDICE
www.aioss.it, istruzioni per l'uso
1 - introduzione al pc
2 - scegliere il pc ideale
3 - come organizzare il proprio PC per lavorare meglio
4 - il software indispensabile
5 - introduzione alla scrittura scientifica p.1
6 - introduzione alla scrittura scientifica p.2
7 - introduzione alla scrittura scientifica p.3
INTRODUZIONE ALLA SCRITTURA SCIENTIFICA
pubblicato sulla rivista AIOSS.it n.02/2010
Nella nostra professione l’aspetto scientifico è molto importante, da esso ne deriva la quasi totalità delle linee guida, delle raccomandazioni, la divulgazione di nuove tecniche o procedure e molto, moltissimo altro.
Se veniamo coinvolti nella pubblicazione scientfica, sia sottoforma di articolo, di recensione, rassegna, siano su rivista cartacea o su Internet, dovremo possedere e padroneggiare alcuni elementi basilari per ottenere il massimo risalto senza esporci a critiche o, peggio, a non ottenere la visibilità che la nostra ricerca merita.
La forma più classica e completa di pubblicazione scientifica è l’articolo originale: esso deve fornire una descrizione esauriente di una ricerca effettuata o da effettuare, deve pertanto contenere alcuni elementi essenziali e deve essere redatta in modo chiaro, comprensibile, sintetico ed obiettivo. Dovranno pertanto essere inclusi gli scopi, il metodo usato, i dati raccolti ed i metodi statistici adottati per la loro elaborazione; oltre ad esporre i risultati ottenuti, li si dovrà inserire nel contesto della letteratura internazionale, commentarli e discuterli. Nelle conclusioni si tireranno le somme del lavoro scvolto, traendone indicazioni attuali e pratiche oppure spunti per future ulteriori indagini.
La comunità scientifica internazionale, per agevolare la strutturazione di un articolo scientifico, suggerisce di seguire l’acronimo IMRAD: Introduction, Methods, Results, Discussion.
La puntigliosità impiegata nella ricerca scientifica descritta deve essere pari a quella impiegata per la stesura dell’articolo stesso.
Un esempio, punto per punto, di un articolo scientifico standard potrebbe essere quello che segue:
Introduzione
Obiettivi della ricerca
Riassunto del razionale, con cenni alla letteratura esistenti.
Materiali e metodi
Dettagliare i “materiali” osservati: conteggio e statistiche di base di pazienti, interventi, tecniche, farmaci a confronto (molecole e non nomi commerciali), descrivendo anche la suddivisione in gruppi effettivi e di controllo, le apparecchiature usate (case produttrici, nomi, modelli, etc) e le procedure seguite.
Risultati
Analisi (eventualmente risultati statistici) dei materiali esaminati con le tecniche descritte, senza eccessive lungaggini e limitandosi ai risultati che confermano o smentiscono l’obiettivo del nostro lavoro.
Discussione
Enfatizzare solo i dati pertinenti all’obiettivo e solo se realmente innovativi, senza ripetere le descrizioni dei capitoli precedenti
Confrontare le conclusioni con la base dati mondiale
Fornire interpretazioni pertinenti, senza esondare in altri terreni fuori tema.
Vi è una regolamentazione, o etica, che governa il nostro modo di produrre articoli: qui di seguito riportiamo le indicazioni più comuni ed indubbiamente utili.
Lezioni di stile
Va da sè che un articolo scientifico deve essere sempre improntato alla massima linearità e semplicità, senza tuttavia trascurare le elementari norme di grammatica e stile linguistico.
I nostri obiettivi saranno, pertanto chiarezza ed eleganza: si eviteranno termini ridondanti ed ambigui, neologismi , frasi troppo lunghe e complesse, improvvisi cambi d’argomento, un uso sfrenato e spesso erroneo delle terminologie tecniche e delle abbreviazioni.
Naturalmente cultura e buon senso ci aiuteranno a non incorrere in grossolani strafalcioni che mineranno decisamente la credibilità degli autori stessi, a prescindere dai contenuti pubblicati.
Informazioni efficaci
Una curiosa abitudine letteraria vanifica spesso il nostro lavoro espositivo: le frasi di tipo dubitativo. “In prima ipotesi si suggerisce che probabilmente il risultato forse si poggia su solide basi”: ecco rovinata irrimediabilmente la credibilità del nostro studio!
Ma anche un uso scriteriato di frasi “tipiche” può sminuire l’importanza del nostro lavoro, allora eviteremo di scrivere “Alla luce dei risultati ottenuti sembrano necessari ulteriori studi per confermare gli obiettivi individuati”.
Più si useranno parole elaborate e ricercate, più sarà il rischio di commettere errori. La costruzione della frase dovrà essere ineccepibile, evitando “acrobazie” poco eleganti. Meglio inoltre abbondare nelle cancellature: testi troppo prolissi appesantiscono il discorso e minano la chiarezza espositiva.
In fin dei conti, un articolo scientifico è come un qualunque altro testo: la grammatica andrà quindi rispettata, la sintassi sarà perfetta e lo stile scorrevole. E per rafforzare i concetti esposti si dovrà sempre porre la massima attenzione nello scrivere le parole in maniera
corretta: poco altro irrita il lettore quanto imbattersi in termini scritti male o addirittura inventati, come “biopsare”, “screenare”, “scannerare”. Anche con i nomi stranieri o propri si dovrà evitare la brutta figura: il dr. Negri non sarà mai vostro amico se lo citate come dr. Negro, o Nigro, anzi, e scrivere “hart” invece che “heart” vi farà passare per stolti campagnoli. Inglesismi esasperati o “moderni” vi potranno rendere perlomeno antipatici, se usati male o eccessivamente: “trials”, “pattern”, “outcome”, “device”, “nonsense”
faranno spazio ai loro più eleganti corrispondenti italiani. Stessa fine dovrebbero fare persino acronimi ed abbreviazioni: se non ben esplicati in apposite legende rendono la vita difficile a chi legge.
Di fatto, il linguaggio medico già prevede numerosi termini mutuati dalle lingue straniere perché privi di un esatto corrispondente in italiano.
Come fare?
Semplicemente l’uso di un buon dizionario e di un buon amico possono rendere la produzione letteraria scorrevole ed essenziale. Fate sempre leggere ad altri le vostre bozze: difficilmente si è obiettivi al cento per cento con noi stessi. Su Internet, in librerie specializzate o biblioteche accademiche potrete trovare infinità di testi o manuali di scrittura scientifica, ogni università prestigiosa ne ha pubblicati a decine.
Con questi strumenti ed un po’ di esercizio il vostro modo di scrivere la scienza subirà un salto qualitativo notevole e la bontà dello studio ne sarà alquanto incrementata. Nulla può essere più frustrante di un buon lavoro esposto male al punto da farlo rifiutare. Scrivere bene è un dovere al quale gli autori devono ottemperare, pena l’oblìo della loro fatica.
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