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Proctologia - 4

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FISTOLA SACRO-COCCIGEA o PILONIDALE

La cisti pilonidale (pilus=pelo, nidus=nido) è la più frequente causa di suppurazione, in proctologia, e consiste in una lesione mediana contenente peli, localizzata nella regione sacro-coccigea senza alcun rapporto con il canale anale. Colpisce in prevalenza il sesso maschile di età inferiore ai 30 anni, è una patologia prevalentemente giovanile.
Eziopatogenesi
Sono essenzialmente due le teorie attualmente più accettate. La teoria congenita, la più accreditata secondo cui la formazione della cisti è principalmente dovuta alla presenza di tessuto embrionario ectodermico in sede coccigea, che tende a formare una vera cisti, la cui parete è costituita da epidermide con i suoi annessi, spesso in comunicazione con l'esterno attraverso un sottile tramite che si apre sulla cute della linea mediana interglutea in corrispondenza del coccige.
La teoria acquisita o da inclusione, considera invece decisiva la presenza di peli o capelli che si accumulano nella fossetta coccigea e che, per scarsa igiene, per l'azione di microtraumatismi e per la pressione che si esercita durante i movimenti, vengono inclusi in profondità, formando così dei foci d'infezione che portano quindi all'incistamento ed all'eventuale ascessualizzazione.
Sintomatologia
Il paziente spesso si rivolge al medico quando è presente un ascesso in regione coccigea, che si apre spontaneamente o necessita di incisione chirurgica e raramente in assenza d'infezione. Le perdite purulente dell'ascesso cessano dopo qualche giorno e per 1-2 settimane rimane un nodulo da cui spesso avrà origine un ascesso recidivo. Altre volte sono presenti uno o più orifizi fistolosi che periodicamente si infettano e secernono materiale sieropurulento, determinando un'irritazione cronica della cute circostante.
Diagnosi
Viene posta in base alla sede dell'orifizio primitivo, che è mediano e posteriore rispetto all'ano, può essere unico o multiplo, ma sempre ricoperto da cute normale.
E' opportuno ricercare la presenza di peli che possono fuoriuscire dall'orifizio, inoltre una compressione della cute circostante può dar luogo alla emissione di pus dall'orifizio primitivo o da quelli secondari.
La diagnosi differenziale può essere posta con le fistole perianali, ma la specillazione del tramite ne dimostra la direzione verso il coccige.
Terapia
Si distinguono tre tipi di trattamento:
1. L'incisione ed il drenaggio dell'ascesso. Ciò presuppone un secondo intervento di escissione della cisti altrimenti è possibile, frequentemente, la recidiva.
2. La cistotomia o tecnica della messa a piatto.
3. L'escissione completa della cisti o della fistola è comunque il trattamento più idoneo, va eseguita nella fase di quiescenza (in assenza cioè di ascesso in fase acuta), nella fase preliminare s'inietta del blu di metilene nel tramite fistoloso, quindi si esegue un'escissione a losanga del tessuto cutaneo ed adiposo fino alla fascia presacrale, asportando tutto il tessuto sede della fistola. La sutura diretta della breccia chirurgica consente una rapida guarigione, ma a causa della difficoltà di avvicinare i margini della ferita si verifica con facilità l'infezione delle raccolte sottocutanee e una maggiore incidenza di recidive. Pertanto alcuni chirurghi preferiscono lasciare aperta la breccia chirurgica ed ottenere una guarigione per seconda intenzione, anche se ciò comporta la necessità di frequenti medicazioni e tempi di guarigione più lunghi ma si riduce il rischio di recidiva.

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