AIOSS.IT

Cerca

Vai ai contenuti

Proctologia - 3

Argomenti

RAGADI ANALI
Per ragade anale s'intende una soluzione di continuo del margine cutaneo-mucoso dell'ano, presenta dimensioni variabili da pochi mm. e fino a qualche cm. e si distinguono in acute e croniche. E' prevalentemente localizzata a livello della commissura posteriore dell'ano (90%) e i più raramente sulla commissura anteriore (9%).
Nelle ragadi anali ad andamento cronico è frequente la presenza del "polipo sentinella" o "skin-tag" (una plica cutanea evidente sul vertice esterno della ragade), margini laterali ispessiti e duri e talora, come esito di ripetuti fatti flogistici, la concomitanza di un tramite fistoloso sottocutaneo.
Essa colpisce in modo analogo entrambi i sessi con un'eziopatogenesi non chiara ma vi sono delle cause predisponenti quali: infiammazioni ripetute tipo anite e criptite, l'uso improprio di lassativi, la stipsi; il dato obiettivo che più comunemente si accompagna alla ragade è la presenza di un ipertono sfinterico più o meno accentuato. Lo spasmo dello sfintere è una delle cause maggiormente responsabili della cronicizzazione della ragade.

Sintomatologia
I sintomi più caratteristici sono:
- dolore durante la defecazione, che può durare anche fino a qualche ora dopo.
- sanguinamento, raramente importante.
- prurito, dovuto alle secrezioni della ragade stessa e alla conseguente irritazione cutanea.
- sintomi urinari, infatti talvolta il dolore e la contrattura sfinterica, si estendono alla muscolatura striata con conseguenti disturbi urinari quali disuria, ritenzione o pollachiuria.

Diagnosi
Si evidenzia spesso con la semplice esplorazione dell'area perianale e con la palpazione digitale del canale anale che, oltre a evidenziare le caratteristiche della ragade (semplice/superficiale, o profonda/con o senza marisca sentinella, complicata con ascesso), consente di rilevare l'ipertono sfinterico. L'esplorazione rettale è in questi casi caratteristicamente molto dolorosa e talora pertanto non eseguibile.
L'anoscopia, che talvolta è impossibile senza l'anestesia, analizza la morfologia della ragade, permettendo di vederne la base e la profondità.
La manometria non è importante dal punto di vista della diagnosi, che si ottiene generalmente con l'endoscopia, ma per valutare l'esistenza dell'ipertono sfinterico e quantificarlo in previsione dell'intervento chirurgico di sfinterotomia.

Terapia
Le ragadi acute possono giovarsi di trattamento medico conservativo, basato su un'accurata igiene della regione perianale, su una dieta priva di cibi irritanti, associando eventualmente l'uso di farmaci atti a migliorare la stipsi.
Localmente l'uso di preparati cicatrizzanti ed anestetici associati alla graduale dilatazione anale con appositi dilatan che riducono il tono sfinterico possono ottenere la cicatrizzazione stabile della ragade.
Le ragadi croniche necessitano del trattamento chirurgico che consiste generalmente nella sfinterotomia laterale, associata o meno all'escissione della ragade (che guarisce comunque spontaneamente in seguito alla sfinterotomia), praticando una sezione radiale di circa 1-3 cm dello sfintere interno sino ad oltrepassare la linea pettinea.
Anche la sola divulsione anale con lo stiramento delle fibre muscolari, può consentire la cicatrizzazione della ragade, ma è sconsigliata poiché causa una incontinenza temporanea (e talvolta anche prolungata per molti anni) per un danno degli sfinteri e non sembra impedire la recidiva della ragade.

Torna all'indice di PROCTOLOGIA

Home | Associazione | Eventi | Servizi | La Scuola | Argomenti | Contatti | Multimedi@ | Mappa del sito


Torna ai contenuti | Torna al menu