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COME ORGANIZZARE IL PROPRIO PC


pubblicato sulla rivista AIOSS.it n.04/2009

Un sistema informatico basa la propria efficienza sulla razionalizzazione e l’ottimizzazione sia delle risorse hardware che dei contenuti software. L’equilibrio armonico tra parti meccaniche ed elettroniche (l’hard-ware) porta l’intera macchina ad ottenere stabilità e prestazioni di calcolo elevate, ma questo lavoro a livello hardware può venire vanificato, anche miseramente, nei casi in cui un adeguato processo di ottimizzazione software non si è attuato in parallelo.
A parità di risorse hardware, infatti, numerosissime sono le variabili che portano a incrementi o decrementi delle prestazioni del sistema: andranno pertanto considerati quegli aspetti che realmente determinano un collo di bottiglia per la configurazione di un PC davvero performante ed efficiente.

Già a partire dalla scelta del sistema operativo, la nostra macchina ideale potrà subire miglioramenti o incrementi prestazionali. Adottando un sistema operativo leggero, stabile, con pochi fronzoli, aperto ad aggiornamenti costanti, gratuiti e facilmente personalizzabile su ogni piattaforma hardware, si possono ottenere prestazioni decisamente valide. Stiamo parlando dei sistemi aperti basati su Linux, un sistema operativo “libero”, perché gratuito e sviluppato con il cosiddetto software “open source”, al quale tutti possono attingere per migliorare e personalizzare sia il sistema operativo stesso che il proprio lato software del pc.
I pro sono numerosi, a partire dall’assoluta gratuità della licenza e sulla grandissima disponibilità di programmi software (sempre gratuiti) che possono sostituire egregiamente i costosi programmi professionali di blasonate aziende.
I contro, peraltro, si incentrano sull’ancora limitata diffusione del sistema e sulla necessaria competenza informatica dei possessori-utilizzatori. La manutenzione di questi sistemi Linux è decisamente più semplificata ai giorni nostri che qualche anno fa, ma resta fondamentalmente riservata ai possessori di nozioni e bagaglio culturale informatico assolutamente superiore a quello pòosseduto dai comuni utilizzatori finali di livello medio-basso, che sono naturalmente la maggioranza.
Si consiglia pertanto l’adozione di un sistema operativo simile (Linux, Ubuntu, Mandriva, OpenSuse, Fedora, etc….) solo se realmente consapevoli e motivati. In molti PC (soprattutto portatili, laptop, notebook e attualmente sugli ultimi arrivati netbook) questi sistemi Linux sono preinstallati: molti utenti, disarmati o scoraggiati, disinstallano o affiancano il sistema Linux per rivolgersi al più conosciuto e amato-odiato sistema operativo di tutti i tempi: Windows.

Il sistema operativo di Microsoft è senza dubbio il più diffuso nel mondo, con milioni e milioni di copie vendute, giunto ormai alla nona “release” (Windows 7 infatti soppianta Windows Vista) e disponibile in almeno 4-5 versioni diverse per accontentare ogni tipo di utilizzatore. Questo colosso ha di fatto determinato gli standard software al punto da influenzare i costruttori hardware. L’intera industria informatica ruota attorno alla fortunata idea di Bill Gates: il numero di programmi dedicati per l’ambiente Windows è enorme, si trova qualunque programma per qualunque esigenza, dai più semplici, gratuiti e spartani a complesse suites multifunzione per office automation avanzata oppure a programmi super specializzati per applicazione decisamente professionale (ricerca scientifica, usi militari, automazioni di grandi industrie).
Se Bill Gates ha mantenuto il suo impegno “un PC su ogni scrivania”, lo deve grazie a Windows. E tutti noi, anche inconsapevolmente, ne abbiamo ottenuto vantaggi: si pensi all’infinita gamma di applicazioni che hanno potuto modificare in tempi così brevi ed in maniera così radicale l’assetto politico e sociale dell’intero pianeta. I pro di Windows stanno appunto nella smisurata base di utilizzo: praticamente 8 computer su 10 nel mondo lo utilizzano. La sua gigantesca diffusione e la disponibilità di un’infinità di programmi Windows-compatibili ne hanno decretato il successo. Il sistema è completo, versatile, modulare, aggiornabile, ha una colossale e solida azienda alle spalle (anche se in odore di monopolio ed in barba all’antitrust mondiale), è in costante aggiornamento e sviluppo, è davvero facile all’utilizzo anche da parte di utenti inesperti. I contro sono il costo, la pesantezza, le falle di sicurezza che affliggono questo complesso software, l’instabilità delle prime versioni di ogni “major release” (un po’ come le automobili…). Enti, istituzioni, industrie hanno adottato da anni questo sistema e pertanto anche gli utilizzatori medio-piccoli si sono adeguati a questo standard per mantenere compatibilità e portabilità. La sua grande diffusione ha anche creato il mondo parallelo dei virus informatici, che attualmente sono rivolti pressoché esclusivamente a questo sistema operativo.

Apple Mac: il nemico numero uno di Windows. L’antitetico avversario, il bene contrapposto al male. Negli Stati Uniti era fino a pochi anni fa il sistema più diffuso. Il Macintosh, dopo i primi computer AppleII (i veri precursori dei moderni PC), si era diffuso a macchia d’olio soprattutto per la sua innovativa interfaccia grafica, ideale per applicativi di videoscrittura e video impaginazione. Per lunghissimo tempo il legame “editoria e Macintosh” è stato strettissimo: tuttora i grandi studi grafici, le redazioni, i pubblicitari e gli studi televisivi e cinematografici utilizzano un parco macchine tutto Apple. In Europa i sistemi Mac sono molto meno diffusi: il loro pregio fondamentale è la quasi assoluta perfezione costruttiva, unita alla straordinaria accuratezza del software.
Il sistema Mac è stabile, versatile, pratico, facile. È tuttavia molto costoso (almeno il doppio di un PC Windows a parità di prestazioni) e, tutto sommato, poco personalizzabile, a meno di costosi accessori non molto reperibili. La tendenza anche in Italia si sta invertendo: Windows segna il passo, grazie ad errori di marketing e progettazione dell’ultimo sistema Vista (innovativo, ma eccessivamente “pesante” ed “ingordo” di risorse hardware), e ne approfitta MacOS X (in codice “Leopard”). Le macchine Mac sono belle, robuste, ergonomiche e potenti, mantengono il loro valore e spesso sono persino oggetto di culto (per design o perfezione tecnica).

In sintesi, i tre grandi contendenti si spartiscono una torta molto appetitosa, una torta globale. Ma, sul piano strettamente informatico sono tutti e tre identici: hanno il compito di gestire il PC e le sue periferiche, permettere l’installazione di programmi che si utilizzeranno per vari scopi, indipendenti dalla piattaforma di impiego. Le caratteristiche di base, in fin dei conti, sono quindi le stesse.

Ma, allora, cosa fa la differenza?
Il mio PC va meglio del tuo, il suo “gira” meglio, quello del cugino Adolfo è una “scheggia” con i giochi, ma si “pianta” quando masterizza…. Quante volte abbiamo assistito a discussioni simili? Tutto dipende da un delicato e complesso equilibrio tra hardware e software, dall’abilità, dalla competenza e (perché no?) anche dal budget che abbiamo a disposizione. Acquistare è facile (basta pagare…), ma acquistare bene, magari risparmiando, è un’arte. Figuriamoci il configurare ed ottimizzare il nostro beneamato computer: in questa operazione certuni trascorrono giornate, settimane, mesi; il loro PC non è mai finito o completo, c’è sempre un problema, un pezzo nuovo, una modifica. Meglio lasciar perdere le mode e leggersi il numero precedente di AIOSS.it, dove si regalavano consigli su quale PC acquistare.

Il grande salto di qualità, la differenza, avviene quando, comprato il PC, iniziamo ad usarlo la prima volta. Certi accorgimenti, trucchi, escamotage sono davvero in grado di farci guadagnare tempo e denaro, soprattutto ci permettono di compiere meglio e prima operazioni altrimenti impossibili.
Ad esempio, la perdita dei dati è un evento potenzialmente catastrofico, ma, premunendoci, possiamo combatterla con successo. Procedure come la deframmentazione, il backup, la corretta distribuzione dei files sul disco rigido possono renderci la vita più facile e sicura, a fronte di un minimo impegno iniziale.

Seguiranno a titolo esemplificativo ed in modo sintetico alcune “perle” di saggezza informatica…
(Si noti che queste “perle” saranno valide su qualsiasi sistema operativo, Windows, Mac o Linux)

Usare correttamente le partizioni del disco
Ogni disco fisso, chiavetta, floppy, CD/DVD etc, è come un'enciclopedia da scrivere. È composto da un indice sempre aggiornato, dai suoi libri e dai suoi capitoli. Ogni volta che aggiungiamo libri, capitoli, o paragrafi, l'indice si riscrive, si aggiorna, così da poter ritrovare sempre tutto. Questo indice si chiama tabella delle partizioni e tiene conto dei libri; in ogni libro ci sarà invece un indice chiamato tabella di allocazione (vari formati: FAT, NTFS, EXT, Raiser, etc...). Dalla corretta impostazione e configurazione del supporto informatico (sia disco fisso che chiavetta USB o disco esterno), si potranno ottenere standard di sicurezza più elevati, migliore accessibilità dei dati e rapidità del sistema stesso.
Ogni disco sarà quindi suddiviso in partizioni (contrassegnate da una lettera da A a Z, detta unità disco), ed in ogni partizione risiederanno i files, suddivisi in cartelle.
Se avete più dischi fissi o se il vostro disco è suddiviso in più partizioni (es. C:, D:, etc.), è preferibile installare il sistema operativo sul disco fisso più veloce (C:), mentre è meglio installare i vostri dati sul disco più lento (D:). Questo perché gli accessi ai dati si fanno in genere al momento del loro caricamento o della loro memorizzazione e le porzioni di programma sono invece lette più frequentemente. Inoltre, in caso di irrimediabili problemi (“crash”), sarà meno probabile distruggere tutto insieme, e quindi sarà più facile il recupero del danno.

Deframmentazione
Con il tempo, le informazioni contenute nei dischi si modificano, si affastellano, si cancellano e si aggiungono, in un eterno minestrone ribollente senza fine. Il risultato a lungo termine è una grande dispersione di dati che, per essere letti sequenzialmente, richiedono molto impegno hardware.
Ogni tanto è bene far intervenire una specie di spazzino: la deframmentazione. Questo metodo (con vari nomi è presente in ogni sistema operativo serio) semplicemente raggruppa e riordina tutti i files sul disco riportandoli all'inizio del “libro”: sono così più leggibili e soprattutto in minor tempo. Il sistema guadagnerà in prestazioni ma, è bene saperlo, una deframmentazione può impiegare anche molte ore (meglio eseguirla ogni mese, magari in ore notturne o di inutilizzo del PC).

Backup
La bestia nera di chiunque. Cos'è? Cosa serve? Perchè non funziona mai?
E un sistema di archiviazione o salvataggio dei dati (siano documenti, immagini, musica, video, ma anche posta elettronica, impostazioni del sistema, interi contenuti di dischi fissi) in modo da poterli recuperare in caso di perdita dal supporto abituale (i tristemente noti “crash” di sistema). Così facendo avremo sempre una copia aggiornata di riserva dei nostri lavori e del nostro PC, pronti all'eventuale uso in caso di necessità. Chi non lo fa si morderà, inevitabilmente, prima o poi, le mani... E scopriremo tutti che il PC è andato in “crash” giusto 2 ore prima del backup, o che abbiamo salvato tutto ma male, e non possiamo recuperare nulla... Situazioni limite, purtroppo possibili e frequenti, che abbiamo sperimentato almeno una volta nella nostra carriera informatica.
I programmi di backup sono già insiti nel sistema operativo (cercare tra i programmi, spesso sotto cartelle tipo “utility” o “security” o “sistema”) e pronti all'uso: basta indicare cosa si vuole salvare e dove. Ricordarsi di effettuare backup periodici è davvero cosa buona e giusta e soprattutto fonte di salvezza. Provare per credere.

Antivirus
Nei sistemi Windows (ma, attenti, anche i Mac e i Linux potranno presto essere colpiti) può insediarsi un pericoloso intruso: un virus informatico. Virus, troiani, mal-, spy- ed adware, rootkit: nomi strani ma pericolosissimi, in quanto a vostra insaputa possono avere effetti sul vostro PC anche distruttivi. Con un vorticoso ritmo di crescita vengono prodotti da malintenzionati o opportunisti pirati informatici e raggiungono il vostro PC attraverso le memorie esterne (chiavette, dischi esterni) di altre persone, o via internet (messaggi di posta infetti oppure tramite mirati “attacchi” o “intrusioni” nelle porte logiche del vostro sistema operativo, le cosiddette “falle”). Possono stare buoni per lungo tempo e riattivarsi, oppure da subito manifesteranno il loro potere. Variabili, flessibili, insidiosi, pericolosi: bisogna difenderci. Ecco quindi un sospettoso fiorire di programmi antivirus (soprattutto commerciali, si fiuta un business...) che proteggeranno il vostro PC da ogni minaccia, a patto di tenerli aggiornati ed attivi. Nei numeri precedenti è stato pubblicato un piccolo elenco dei maggiori programmi, vi consiglio la rilettura.

Firewall
Come proteggerci dalle minacce non solo “virali” ma costituite dai cosiddetti “curiosoni” della rete? Il vostro PC è connesso alla rete aziendale, a quella di casa vostra, a Internet, ed ecco che siete esposti, come se aveste messo il nome sul citofono del condominio. Chiunque passi di lì può suonare, ma i “cattivi” invece cercano di entrare in casa vostra illegalmente. Ecco che il firewall (anche in questo caso presente nel sistema operativo serio) serve a “mascherare” il vostro nome sul citofono. Chi vorrà entrare non troverà il vostro nome, ma uno fittizio: se davvero è autorizzato ad entrare, il firewall lo farà entrare. In pratica ogni PC in rete ha un indirizzo IP univoco: il firewall lo cambia, filtrando ingressi ed uscite in modo da proteggere il vero IP. Consiglio da amico: attivatelo! Potrete sempre in un secondo momento decidere quale programma filtrare, quale “porta” aprire. Attenti che la configurazione di base è semplice ed efficace, ma la regolazione fine di un firewall è complessa, difficile e può portare al non funzionamento del PC ed al mancato riconoscimento da parte della rete. Occhio, quindi, è una cosa seria.

Disposizione delle cartelle
Ok, il PC è al sicuro, il sistema è a posto, tutti i programmi girano senza intoppi e i virus stanno alla larga. Problemino: non riesco a trovare la relazione da stampare per domattina. L'ho salvata in “documenti” ma non ricordo la cartella esatta né il nome. Questo, come altri simili, sono problemi che si presentano molte volte ogni giorno a chiunque. È frustrante non trovare un lavoro che ci è costato tempo e fatica. Organizzando le cartelle sul PC in modo razionale riusciremo sempre ad orientarci e ritrovare con facilità i nostri dati.
Innanzitutto, quando possibile, riservare una partizione per il sistema operativo (alla lettera C:) ed una per i documenti (il disco D:). In caso di “crash” la vita è più semplice. Sul disco D: allora riusciremo facilmente a mettere ordine, creando cartelle per ogni tipo di documento, a loro volta suddivise in base ad ordinamenti logici. Ad esempio, nella cartella principale del disco D: (etichettato, ad esempio, “Documenti” o “Secondario”) avremo le seguenti cartelle: Documenti, Immagini, Video, Musica, Deposito (o “Download”), Archivio ed in ognuna di esse immagazzineremo i nostri files a seconda del loro contenuto. L'organizzazione di ogni cartella rifletterà il contenuto effettivo. Le Immagini saranno raggruppate per data di scatto, o per argomenti, la cartella Video o Musica sarà divisa per autore, o data acquisizione, o genere, la cartella Documenti conterrà sottocartelle in base al tipo di contenuto (file di testo, fogli di calcolo, database, presentazioni, etc) oppure suddivise per argomenti, o come riterrete più razionale. Non esiste un'ideale organizzazione, ma quella più utile per ciascun caso. La regola è: creata la regola, seguitela. Inutile aver organizzato tutto bene, quando poi metterete tutti gli MP3 in “Documenti”, tra due o tremila files .DOC o .PPT, e tutti i files .XLS andranno mischiati ai .JPG della cartella Immagini. Lavoro inutile. Tenendo ordine, semplificherete il vostro lavoro. Persino i programmi di ricerca files (ogni sistema operativo ha il suo) saranno molto più rapidi. Anche qui, occhio, quindi.

Stanchi? Avete fatto davvero un buon lavoro. È ora di andare a nanna. Non passate troppo tempo al PC: è un amante geloso, possessivo e ingannevole. Quando sarete stanchi e con i riflessi rallentati, con la mente a domani, lo spazzolino in bocca ed il pigiama in mano, spegnerete il computer con il pulsante POWER e tutto si scombinerà per sempre, rovinando files, cartelle, sistema operativo. Alla riaccensione del giorno seguente, comparirà la terrificante scritta: “Sistema operativo mancante”, o qualcosa di simile. Un lavoro nero di recupero vi tormenterà per settimane, e non riuscirete MAI a tornare all'esatta situazione precedente alla pressione del tasto sbagliato. Il backup non sarà neppure aggiornato o il disco esterno lo avevate appena formattato. Capita.
Ultimo consiglio, quindi: SPEGNETE IL PC CON IL COMANDO APPOSTA. EVITATE IL BOTTONE “POWER”. Credetemi.

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